TAIZÉ / Day 1

“ACCOGLIENZA ☕️

Se dovessi scegliere una parola sceglierei accoglienza. Accoglienza quando siamo arrivati con the e biscotti, con la preghiera della sera, accoglienza da parte delle persone che vivono all’interno della comunità.
Qui è come se ci si spogliasse dei tanti vestiti che ci coprono e se si tornasse all’essenziale, liberi di incontrare gli altri. Niente di speciale a prima vista, tutto straordinario quando lo si vive.
E il viaggio è solo all’inizio!”

Agostino F., 30 anni, Albino

TAIZÉ / Day 2

“PORTA 🚪

“Our hopes and expectations
Black holes and revelations”
(Starlight, Muse)

Se dovessi trovare un oggetto per sintetizzare la giornata di oggi userei una porta, in particolar modo quella della “Casa”, lo spazio adibito all’accoglienza nella piccola comunità di Taizè. Questa è una comune porta di legno, segnata dal tempo e dall’usura ma ha una piccola peculiarità, le ante che la costituiscono si aprono verso l’esterno della struttura.
Quando accogliamo qualcuno apriamo le porte di casa nostra verso l’interno, facciamo entrare l’altro in un territorio già noto a noi, in cui ci sentiamo sicuri e l’invitato, a sua volta, può sentirsi in imbarazzo, poiché sa di essere entrato nello spazio privato di un’altra persona. Secondo questa concezione di accoglienza, fondata su una disparità involontaria, da entrambe le parti è difficile creare una vera e propria reciprocità o parità di relazione.
Cosa potrebbe significare dunque aprire le porte della propria casa e del proprio cuore verso l’esterno? Credo che con questo piccolo passaggio si sposterebbe il fulcro della questione verso una zona di “equilibrio rischioso”. Può sembrare un controsenso questa definizione ma credo che dia un significato più pieno alla parola accoglienza. Per accogliere l’altro devo uscire dalla mia “comfort zone”, incontrarlo sulla soglia, rendendomi disponibile non solo a farlo entrare nella mia storia ma anche ad entrare a far parte della sua… una contaminazione reciproca, anche di pochi istanti che può dare una nuova impronta alla vita di entrambi. Certo, questo ci rende anche disponibili ad accogliere eventuali delusioni, sofferenze e imprevisti di cui non ci è dato conoscere l’esito a priori.
Uscire da ogni rigido schema delle nostre abitudini o dalla logica programmata ci potrebbe portare a scoprirci totalmente ma, attraverso questa strada, si possono scoprire le bellezze nascoste negli occhi e negli animi del nostro prossimo. Ed è anche attraverso l’altro che possiamo scoprire i nostri talenti e le nostre fragilità più belle che senza il terreno della relazione faticherebbero ad emergere dal profondo del nostro cuore… Sta a noi decidere se vale di rischiare per tutto ciò!”

Federica N., 31 anni, Chiuduno

TAIZÉ / Day 3

“CAMMINO 🚶🏼‍♂️

Camminare a passo lento, cadenzato lievemente dal ritmo della vita di questa comunità. Pregare tutti insieme, ascoltare in silenzio, accogliere e dare il saluto in tante lingue e poi sognare e sognando pensare a come prolungare questo angolo di mondo, Taizé..”

Francesca N., 26 anni, Chiuduno

TAIZÉ / Day 4

Un posto in cui le differenze non si vedono, non esiste neanche il concetto stesso di diversità.
Un posto in cui non c’è bisogno di ricordarsi di essere umani perché in esso vi era chiusa l’intera umanità.
Tutti abbiamo la consapevolezza di essere solo di passaggio ma nessuno è solo un numero, è una persona: unica, insostituibile, e importante proprio come te.”

“UGUAGLIANZA 🙎🏼‍♂️🙍🏿‍♀️

Silvia U., 20 anni, Ponte San Pietro

TAIZÉ / Day 5

“MAGIA 🎩

La magia di Taizè che non puoi spiegare a parole ma solo viverla…
Non si può ridurre in parole scritte quello che si vive qui, la sensazione di pace e pienezza che ti assale semplicemente con uno sguardo verso l’altare ma ancor più godendoti il momento.
Qui si vive il presente, tutto ciò parte semplicemente dall’esserci.”

Lisa M., 25 anni, Paladina

TAIZÉ / Day 6

“LUCE 🌟

Quando la tua luce, insieme alle altre, ti riempie gli occhi, il cuore e l’anima di meraviglia e stupore.
Non si tratta solo di tenere tra le dita una candela, ma è come se la propria luce interiore si rivelasse e si mescolasse alle altre. Un unico cielo stellato, dove la luce di ciascuno, l’una diversa dall’altra, ti travolge e ti porta a credere che insieme ed uniti si può veramente sperare in un mondo più luminoso.”

Agnese M., 27 anni, Albino

TAIZÉ / Day 7

“RITORNO 🔜🏠

Anche quest’anno mi ritrovo a salutare la collina…
Grazie Taizè perché ci dai la possibilità di sperimentare ciò che pare impossibile, grazie giovani perché ogni volta alimentate in me la Speranza.
Un saluto che non è certamente un addio ma sicuramente un arrivederci.
Un saluto che ci aiuta a fare sintesi e a portarci a casa un piccolo sassolino; sì perché da Taizè si ritorna con qualcosa che deve aiutarmi a cambiare la mia quotidianità; da Taizè si torna con un bagaglio ricco di emozioni, amicizie, sogni, domande … ma anche certezze. Si può vivere diversamente se la semplicità entra nel nostro quotidiano, si può vivere diversamente se il silenzio si riempie di Amore condiviso.
Grazie a tutti voi che avete condiviso questo angolo di paradiso, a voi otto con cui ho condiviso il viaggio e a voi 2500 con cui ho condiviso la settimana.
Alla prossima…”

Don Fabio P., 42 anni, Grumello del Monte

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