Taizé… luogo di preghiera, di riflessione e di spiritualità. Con queste tre parole potrei chiudere questo “articolo”, ma l’effetto soprattutto verso i miei coetanei non sarebbe dei migliori, probabilmente l’invito sarebbe a “non mettere mai il piede” in quella collinetta di Francia.

È da anni che mi chiedo: “Perché migliaia di ragazzi ogni settimana decidono di spendere le loro vacanze in un luogo così… alternativo?”

Ognuno è libero di rispondere come vuole a questa domanda, ma io provo a dare una mia modestissima opinione: Taizé è nato come  luogo di rifugio per coloro che erano in fuga dalla guerra; ciò mi fa pensare che prima di essere luogo di preghiera è stato luogo di accoglienza e, a distanza di oltre 70 anni dalla fondazione, questa “vocazione” continua ad esistere, il clima semplice che si respira aiuta l’instaurarsi di rapporti effettivi che vanno oltre alla semplice amicizia, ed è proprio in questo contesto che veramente si mette in pratica ciò che viene tanto predicato nelle chiese, ma che nella realtà quotidiana è difficile (ma non impossibile) da realizzare.

Per rendere ulteriormente l’idea del clima che si instaura, mi sono preso la libertà di ritagliare alcuni messaggi scritti nel diario di bordo di chi ha condiviso questa esperienza: “Ciò che rende felice un’esistenza è avanzare verso la semplicità del nostro cuore e quella della nostra vita”.

Secondo me questa è la frase che racchiude la magia di Taizé: “Un semplice sorriso non appena alzavi la testa, un semplice sguardo o un semplice “Hello” a tutte le persone che incontravi, una semplice preghiera, un semplice pasto stando seduti per terra o al massimo sulle scomode panche di legno, una semplice croce a cui potersi affidare, un semplice momento di silenzi, una semplice chiesa, semplici parole intonate in dolci melodie”.

Vi riporto anche tre bellissime frasi di ringraziamento che sono state scritte al termine dell’esperienza di quest’estate:

“GRAZIE davvero ad ognuno di voi per aver condiviso con me questa semplicità e quindi questa gioia che porterò sempre nel cuore!!”.

“A volte conosci persone che nemmeno immagini possano esistere, a volte vivi emozioni al limite dell’incredibile, a volte capisci dove si trova la vera felicità, a volte comprendi cosa significa sentirsi arricchiti… Beh, Taizé mi ha dato la possibilità di vivere e percepire tutto ciò… GRAZIE”.

Riguardo a queste tre bellissime dediche vorrei far notare una cosa che le accomuna: la parola “GRAZIE”, caduta ormai in disuso, o peggio ancora utilizzata solo per motivi di convenienza nel quotidiano, ma che in certi contesti assume ancora un significato pieno e profondo.

 

Un giovane